
L’esercizio fisico, elimina, più delle medicine, alterazioni psicofisiche nel bambino, promuove la personalità nel giovane e nell’adulto, dà fiducia e amore per la vita all’anziano. Fra tutti i praticanti un’attività sportiva non manca il campione, a cui sono riservati onore, gloria e denaro.
Lo sport, però fenomeno sociale tipico della vita attuale, non può essere identificato con la competitività, con lo spettacolo, con la strumentalizzazione del corpo e neppure con un quid di perfetto, di indiscutibile. Va considerato come un fenomeno reale in un contesto umano e come una componente dello sviluppo integrale. È il caso di riportare la definizione che ne dà Paul Vialar nella “Lettera aperta ad un giovane sportivo”.
<>. Il vero sport si realizza solo quando, tralasciate le finalità materiali, si pone come fattore educativo che tenda a sviluppare nell’individuo il binomio <>, esaltando la volontà, la solidarietà, l’altruismo.
Lo sport e il mondo che lo caratterizza sono una realtà importante, molto articolata e complessa fatta di miti, storia, campioni, atleti, squadre, manager, allenatori, gare, palestre, federazioni, club, interessi economici, pubblicità, giornalismo, televisione, ideologie, atteggiamenti, credenze, competizioni, conflitti divertimento, vincenti, perdenti e, purtroppo anche il doping. Questa lista per difetto dà un’idea, anche se sommaria, della complessità che contraddistingue lo sport e del ruolo che esso assume nella realtà quotidiana per ciascuno di noi, indipendentemente dal fatto di praticare o meno un’attività sportiva amatoriale, dilettantistica, o professionale.
La recente creazione in Italia di numerosi Corsi di laurea e Facoltà di Scienze motorie in sostituzione del “vecchio” ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) è, a livello accademico, un altro esempio dell’importanza attribuita alla formazione degli insegnamenti e degli operatori del settore e, dunque, allo sport in quanto tale.
Un dato è certo : lo sport si caratterizza sempre più come un argomento di estrema attualità. Basta accendere il televisore, sfogliare un giornale, navigare su internet per verificare quanta attenzione viene dedicata alle varie manifestazioni, alle singole discipline, alle squadre sportive e ai personaggio che popolano il mondo dello sport.
Un fenomeno che esiste da vari decenni e che si è fortemente accentuato da quando le televisioni via satellite ci permettono di vedere in diretta avvenimenti che si svolgono nei luoghi più lontani, come, ad esempio, le dirette notturne sulle regate di Luna Rossa dalla Nuova Zelanda o i campionati mondiali di calcio dalla Corea e dal Giappone o ancora sempre gli stessi targati 1994 in diretta dagli USA.
Indipendentemente dall’età, per gli appassionati di sport vi sono campioni e miti intramontabili e inossidabili, come i piloti Nuvolari e Fangio; il pugile Carnera; Owens, l’atleta di colore che vinse tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936 e al quale Hitler non volle stringere la mano; il portiere dello sfortunato Torino Bacigalupo, perito con tutta la squadra nell’aereo che si schiantò contro la collina di Superga; il numero 10 della nazionale ungherese Puskas e il portiere russo Jascin; il leggendari Coppi e Bartali… Fino ai miti più recenti di Pelè, Maradona, Senna e, via via a quelli dei giorni nostri di Valentino Rossi, Lance Armstrong, Michael Schumacher, Roberto Baggio, Ian Thorpe, Filippo Magnini… Senza dimenticare ovviamente i volti femminili nel firmamento dello sport come Wilma Rudolph, Nadia Comaneci, Marion Jones, Laure Manaudou…
Questi nomi non sono che un piccolo e ridotto esempio dell’ampio significato assunto in generale dallo sport per tutti gli individui in termini di immagini, rappresentazioni, atteggiamenti, modelli d’identificazione, influenza sociale e relazioni interpersonali e intergruppi.
Questo sito nasce dall’interesse personale del sottoscritto a sistematizzare e far conoscere il mondo dello sport nei suoi molteplici ambiti.
Lo sport, però fenomeno sociale tipico della vita attuale, non può essere identificato con la competitività, con lo spettacolo, con la strumentalizzazione del corpo e neppure con un quid di perfetto, di indiscutibile. Va considerato come un fenomeno reale in un contesto umano e come una componente dello sviluppo integrale. È il caso di riportare la definizione che ne dà Paul Vialar nella “Lettera aperta ad un giovane sportivo”.
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La recente creazione in Italia di numerosi Corsi di laurea e Facoltà di Scienze motorie in sostituzione del “vecchio” ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) è, a livello accademico, un altro esempio dell’importanza attribuita alla formazione degli insegnamenti e degli operatori del settore e, dunque, allo sport in quanto tale.
Un dato è certo : lo sport si caratterizza sempre più come un argomento di estrema attualità. Basta accendere il televisore, sfogliare un giornale, navigare su internet per verificare quanta attenzione viene dedicata alle varie manifestazioni, alle singole discipline, alle squadre sportive e ai personaggio che popolano il mondo dello sport.
Un fenomeno che esiste da vari decenni e che si è fortemente accentuato da quando le televisioni via satellite ci permettono di vedere in diretta avvenimenti che si svolgono nei luoghi più lontani, come, ad esempio, le dirette notturne sulle regate di Luna Rossa dalla Nuova Zelanda o i campionati mondiali di calcio dalla Corea e dal Giappone o ancora sempre gli stessi targati 1994 in diretta dagli USA.
Indipendentemente dall’età, per gli appassionati di sport vi sono campioni e miti intramontabili e inossidabili, come i piloti Nuvolari e Fangio; il pugile Carnera; Owens, l’atleta di colore che vinse tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936 e al quale Hitler non volle stringere la mano; il portiere dello sfortunato Torino Bacigalupo, perito con tutta la squadra nell’aereo che si schiantò contro la collina di Superga; il numero 10 della nazionale ungherese Puskas e il portiere russo Jascin; il leggendari Coppi e Bartali… Fino ai miti più recenti di Pelè, Maradona, Senna e, via via a quelli dei giorni nostri di Valentino Rossi, Lance Armstrong, Michael Schumacher, Roberto Baggio, Ian Thorpe, Filippo Magnini… Senza dimenticare ovviamente i volti femminili nel firmamento dello sport come Wilma Rudolph, Nadia Comaneci, Marion Jones, Laure Manaudou…
Questi nomi non sono che un piccolo e ridotto esempio dell’ampio significato assunto in generale dallo sport per tutti gli individui in termini di immagini, rappresentazioni, atteggiamenti, modelli d’identificazione, influenza sociale e relazioni interpersonali e intergruppi.
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